Marilena Pitturru

Silueta

Dal 12 al 27 gennaio 2018 | Inaugurazione 12 gennaio ore 19.00

a cura di Efisio Carbone

Le siluetas di Marilena Pitturru

 

Qualcuno ha detto che ama l'ombra perchè mostra l'essenza delle cose senza il fardello dei dettagli. Credo che l'idea calzi a pennello con il lavoro di Marilena Pitturru che ormai è abituata, e noi con lei, ad andare dritta verso il centro del tema con tutto il suo peso, tutta la sua forza.

Le Siluetas, nel titolo la dedica al lavoro straordinario di Ana Mendieta, sono una superba sintesi di segno. Un rovescio della medaglia che completa sorprendentemente il mondo delle ombre con cui Marilena, nelle produzioni precedenti, ha indagato e studiato la luce. Questi segni, ricavati con la tecnica a frottage sono ombre al negativo: come in xilografia, inchiostrata la superficie, non si inchiostra il segno, così nelle siluetas di Marilena Pitturru la luce dilaga sul foglio lasciando emergere la traccia vitale. Non c'è intervento segnico volontario nel frottage, la mano si muove mentre l'immagine emerge; è l'epifania della forma, un’invenzione, una scoperta, una rivelazione, per usare le parole di Max Ernst, primo geniale contemporaneo a ri-utilizzare questa tecnica.

Sono mondi di fili ferrosi arrugginiti, dimenticati, abbandonati, recuperati; si sono accidentalmente impigliati nei pensieri dell'artista, in quella testa vulcanica sempre in movimento che guarda alle cose trovando possibilità di nuova vita. Riscatto sociale, fisico, vitale, esistenziale, etico, in un gioco costante di metafore che si ramificano e irradiano attraverso fragili figure filiformi capaci, col pensiero, di curvare lo spazio, perché il pensiero può tutto.

Einstein ne sarebbe soddisfatto.

Tutto questo con pochi mezzi: piccoli oggetti riciclati come i fogli messi insieme e cuciti su plastiche trasparenti che si lasciano attraversare. I mondi di Marilena non temono di essere guardati da tutte le angolazioni possibili. Mondi, infiniti mondi, piccoli teatri di luci e ombre per misurare una nostra dimensione; da questa o da quella parte di un velo acquoso su cui l’anima sosta e vibra.

Efisio Carbone

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